{"id":11561,"date":"2026-07-17T15:28:12","date_gmt":"2026-07-17T13:28:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adrfirm.it\/?p=11561"},"modified":"2026-07-17T15:28:12","modified_gmt":"2026-07-17T13:28:12","slug":"i-due-schemi-di-decreto-attuativo-della-legge-n-132-2025-sullintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adrfirm.it\/en\/2026\/07\/17\/i-due-schemi-di-decreto-attuativo-della-legge-n-132-2025-sullintelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"I due schemi di decreto attuativo della Legge n. 132\/2025 sull&#8217;intelligenza artificiale: il nuovo assetto della governance nazionale e le ricadute operative per imprese, privati e pubbliche amministrazioni"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row height_small\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p>In data 10 giugno 2026, Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, i due schemi di decreto legislativo attuativi della Legge n. 132 del 23 settembre 2025, recante <em>\u00abDisposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale<\/em>\u00bb. I provvedimenti, che dovranno essere sottoposti al parere delle Commissioni Parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle autorit\u00e0 competenti ai fini dell&#8217;entrata in vigore definitiva, si inseriscono nell\u2019ambito del processo di adeguamento dell&#8217;ordinamento italiano al Regolamento (UE) 2024\/1689 (AI Act), definendo il modello nazionale di <em>governance <\/em>dell&#8217;intelligenza artificiale e introducendo disposizioni di particolare rilievo, tra l\u2019altro, in materia di responsabilit\u00e0 civile, responsabilit\u00e0 penale, pubblica amministrazione, professioni e attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Mentre il primo decreto si occupa precipuamente dell\u2019attribuzione di competenze e poteri alle autorit\u00e0 di vigilanza nazionali nel contesto della suddetta governance nonch\u00e9 di regolare l\u2019impiego dell\u2019intelligenza artificiale nella formazione dei professionisti e delle pubbliche amministrazioni, il secondo schema di decreto attuativo si incentra sulla introduzione di nuove fattispecie penali, sulla introduzione di specifiche norme volte a regolare l\u2019utilizzo dell\u2019IA nelle indagini preliminari e, in particolare, nelle attivit\u00e0 di polizia, nonch\u00e9 sulla regolazione della responsabilit\u00e0 civile per danni cagionati dall\u2019utilizzo o produzione di sistemi di IA.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>La governance nazionale dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Uno dei principali profili affrontati dai decreti, come anticipato, riguarda l&#8217;organizzazione del sistema di vigilanza nazionale.<\/p>\n<p>Il legislatore conferma il modello delineato dalla Legge n. 132\/2025, attribuendo all&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia Digitale (AgID) il ruolo di autorit\u00e0 di notifica degli organismi di valutazione della conformit\u00e0 e all&#8217;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) quello di autorit\u00e0 di vigilanza del mercato. A tali soggetti si affiancano il Garante per la protezione dei dati personali e le autorit\u00e0 di settore, chiamati a esercitare le rispettive competenze nei casi in cui l&#8217;impiego dei sistemi di IA coinvolga ambiti gi\u00e0 assoggettati a specifiche discipline regolatorie.<\/p>\n<p>Il sistema appare coerente con l&#8217;impianto europeo, ma presenta degli evidenti problemi di coordinamento, nella misura in cui potrebbero profilarsi ipotesi in cui i sistemi di intelligenza artificiale incidano contemporaneamente sulla protezione dei dati personali, sulla sicurezza informatica e sulla regolazione dei singoli mercati.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Responsabilit\u00e0 civile: rafforzata la tutela del danneggiato.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Sul versante della responsabilit\u00e0 civile, i decreti introducono un sistema volto a riequilibrare l&#8217;asimmetria informativa che caratterizza il contenzioso relativo ai sistemi di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Tra le principali novit\u00e0, assumono rilievo, da una parte, la possibilit\u00e0 per il giudice di ordinare l&#8217;esibizione della documentazione tecnica relativa al funzionamento del sistema e, dall\u2019altra, la presunzione relativa in ordine alla sussistenza del nesso causale in caso di violazione degli obblighi previsti dall&#8217;AI Act, con l&#8217;introduzione di strumenti processuali destinati ad agevolare la posizione del soggetto danneggiato.<\/p>\n<p>La scelta del legislatore conferma l&#8217;abbandono di modelli di responsabilit\u00e0 oggettiva generalizzata, privilegiando invece un rafforzamento degli strumenti probatori e processuali. Resta tuttavia aperto il tema del coordinamento con l&#8217;art. 2050 c.c., soprattutto nei casi in cui l&#8217;impiego di sistemi di IA ad alto rischio possa essere qualificato quale esercizio di attivit\u00e0 pericolosa.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>La responsabilit\u00e0 penale e da reato degli enti.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Di particolare interesse risultano anche le previsioni riguardanti il settore penalistico.<\/p>\n<p>Lo schema di decreto prevede, anzitutto, l\u2019introduzione all\u2019interno del codice penale di un nuovo articolo 437-<em>bis<\/em>, ossia del reato di <em>\u201cOmessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alterazione illecita dei sistemi\u201d<\/em>, volto a punire le violazioni concernenti le misure di sicurezza previste in materia di produzione, messa in circolazione ed utilizzo professionale dei sistemi di AI, quando da tali inosservanze derivi un pericolo concreto per la vita o l\u2019incolumit\u00e0 pubblica o individuale, oppure per la sicurezza dello Stato.<\/p>\n<p>Parallelamente, assume crescente rilevanza il sistema della responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti di cui al d.lgs. n. 231\/2001, prevedendosi l\u2019introduzione del nuovo art. 25-<em>vicies<\/em>, <em>\u201cReati commessi con l\u2019uso di sistemi di intelligenza artificiale\u201d<\/em>, che estende la responsabilit\u00e0 da reato degli enti sia al nuovo art. 437-<em>bis<\/em>, sia al reato di illecita diffusione di contenuti generati o manipolati artificialmente di cui all\u2019art. 612-<em>quater<\/em>, gi\u00e0 introdotto dalla L. 132\/2025.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo di sistemi di IA ad alto rischio rende dunque quantomai opportuno un aggiornamento dei modelli di organizzazione e gestione, con la previsione di specifici protocolli dedicati alla gestione del rischio algoritmico che garantiscano, tra l\u2019altro, la supervisione umana e la tracciabilit\u00e0 delle decisioni automatizzate.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Le ricadute per imprese e professionisti.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;approvazione dei decreti conferma che la conformit\u00e0 all&#8217;AI Act non potr\u00e0 essere valutata esclusivamente sotto il profilo tecnologico.<\/p>\n<p>L&#8217;impiego di sistemi di intelligenza artificiale richieder\u00e0 un&#8217;attenta verifica degli assetti organizzativi, dei processi decisionali e della documentazione interna, con particolare riguardo ai sistemi classificati come ad alto rischio. Accanto agli obblighi di natura tecnica, assumono crescente rilievo le procedure di <em>governance<\/em>, la formazione del personale, la gestione del rischio e la predisposizione di adeguati presidi di controllo.<\/p>\n<p>L&#8217;adeguamento alla disciplina europea e nazionale, peraltro, rappresenta non solo un adempimento normativo, ma anche un elemento strategico di affidabilit\u00e0 nei confronti di clienti, <em>partner<\/em> commerciali e autorit\u00e0 di vigilanza.<\/p>\n<p>In attesa dell&#8217;approvazione definitiva dei due schemi di decreto attuativo, le imprese sono chiamate a valutare tempestivamente l&#8217;impatto delle nuove disposizioni sui propri processi organizzativi. Un&#8217;attivit\u00e0 di <em>compliance<\/em> \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 preventiva consente, infatti, di ridurre il rischio di contenzioso, facilitare l&#8217;adeguamento all&#8217;AI Act e predisporre modelli di <em>governance<\/em> conformi al nuovo quadro normativo nazionale ed europeo, garantendo una maggiore affidabilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In data 10 giugno 2026, Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, i due schemi di decreto legislativo attuativi della Legge n. 132 del 23 settembre 2025, recante \u00abDisposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale\u00bb. 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